Sanità 24. Senza investimenti la ricerca italiana continuerà a fare le valigie - di Mario Stirpe

Mercoledì, 25 Gennaio, 2017 (All day)

 

ricercatoriL'importanza della ricerca scientifica per lo sviluppo culturale e sociale di una nazione non è stata sufficientemente compresa dalle competenti autorità Politiche e Amministrative del nostro Paese e conseguentemente dall'opinione pubblica che non è mai stata sufficientemente sensibilizzata. L'Italia risulta essere tra i paesi europei nelle posizioni più arretrate per quanto riguarda la percentuale del prodotto interno lordo investito nella ricerca scientifica. Questo investimento a medio e lungo termine, coinvolgendo i vari campi del sapere, non mancherebbe di fornire brillanti risultati se i programmi di ricerca fossero giustamente e sapientemente finalizzati.
L'esperienza ha dimostrato che non può esservi progresso in una società se non vi è ricerca scientifica. È vero che ogni Paese può avvalersi dei risultati ottenuti da altri, ma questo atteggiamento di sapore parassitario ha un prezzo elevatissimo ed è motivo di giudizi squalificanti da parte delle altre comunità. Il denaro che non viene investito in ricerca sarà poi necessariamente speso in misura molto maggiore per l'acquisto di brevetti o per l'importazione di strumenti, metodiche, ed altro risultato della ricerca altrui.
Per realizzare una pubblicazione scientifica degna di tal nome, occorrono alcuni ingredienti essenziali: i cervelli per pensare, le motivazioni e non ultimi i mezzi finanziari. Senza l'opportuna disponibilità finanziaria qualsiasi idea, anche se geniale, rimane solo un protocollo di ricerca che non verrà mai utilizzato.
In Italia i cervelli non mancano ma quando un giovane ricercatore ha idee e prova un'intensa motivazione per realizzarle è costretto a rivolgersi a chi gli fornisce i mezzi per realizzare i suoi progetti. È inutile ripetere che molto spesso tali mezzi vengono forniti oltreconfine, e cosi il nostro Paese continua a perdere gli elementi che avrebbero dovuto rinnovare la struttura portante dello Stato.

Non è possibile infatti condurre una seria indagine scientifica senza una adeguata disponibilità economica. Gran parte dei protocolli di ricerca specie se finalizzati a problematiche di natura bio-medica necessitano di strumentazione costosa ed in continua evoluzione, di personale tecnico, di laboratori, stabulari e altro il cui allestimento e la cui manutenzione richiedono una spesa consistente e spesso protratta nel tempo.
Nell’erogazione dei finanziamenti lo Stato è da tempo molto carente oltre che per l'entità delle somme destinate soprattutto per le modalità con cui queste vengono distribuite.
Per mantenere il bilancio le risorse dell’Università, dalle quali dovrebbe provenire gran parte della ricerca scientifica, sono spesso deviate verso un’attività di carattere eminentemente ospedaliera.

Il ruolo degli Irccs
Nelle materie mediche in Italia vi è un numero limitato di Istituti controllato dal ministero della Salute: gli Irccs alcuni dei quali di diritto privato. Gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico adempiono a funzioni del tutto peculiari nell'ambito del Sistema sanitario nazionale in quanto identificano nel malato un soggetto da curare ma nel contempo da sottoporre a studi ed indagini di carattere squisitamente scientifico. La stessa ricerca di base deve avere una finalità “traslazionale”, cioè propedeutica alla soluzione del problema clinico-terapeutico del paziente. L'Irccs Fondazione Bietti da me presieduto è tra questi ed è dedicato alla ricerca e allo studio delle patologie oculari e fra queste predilige quelle che provocano i danni più devastanti e che costituiscono pertanto un problema di rilevanza socio-economico.
È un esempio di eccellenza non solo di tipo scientifico e clinico, per la sua attività nel settore dell'oftalmologia, ma anche di tipo gestionale per il modello di integrazione con il Servizio nazionale sanitario. In seguito ad un accordo raggiunto con l'Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata la Fondazione ha investito, nel corso di questi anni presso l'Ospedale Britannico una ingente quantità di risorse economiche per lo sviluppo e il mantenimento delle attività a totale favore del Servizio sanitario regionale. L'importante contributo economico finanziario è stato possibile grazie alla notevole capacità di attrazione di capitali privati da parte della Fondazione Bietti per il riconoscimento della sua attività scientifica oltre che assistenziale. In tale contesto l'unione con la Fondazione Roma presieduta da Emmanuele Emanuele, oggi presidente onorario della Fondazione Bietti stessa è risultata elemento determinante per l'espansione dell'Istituto.

La Fondazione Roma ha sostenuto tutte le attività sia di tipo scientifico che assistenziale dell'IRCCS Fondazione Bietti dotandolo di un patrimonio strumentale non secondo a quello dei più importanti Istituti Internazionali.
L'organizzazione strutturale della Fondazione Roma grazie alla quale, con opportune scelte, vengono supportate in maniera continuativa attività nel campo dell'arte, della ricerca e della assistenza costituisce un modello adottato in maniera diversa da Istituzioni, non molte, di diritto privato localizzate per lo più nell'Italia del nord. È questa la chiave di comprensione della preponderante presenza degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico proprio in questa parte dell'Italia che rimane maggiormente privilegiata.
Dopo tante esperienze sarebbe illusorio pensare ad un ravvedimento dello Stato, ma sarebbe almeno augurabile che lo Stato stesso rendesse meno difficili le meritorie attività non lucrative oggi spesso ostacolate da una burocrazia divenuta frequentemente ostativa.

Mario Stirpe

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