Il Messaggero - Occhi sani un check up precoce

Mercoledì, 15 Febbraio, 2017 (All day)

 

I ricercatori lavorano sugli occhi, portano avanti studi e raggiungono successi, ma gli italiani sembrano ricordarsi della vista solo quando qualcosa non va. In caso di incidente, di difficoltà nella lettura, di disturbi che ostacolano il quotidiano.

L’OPERAZIONE

«Perché del lavoro scientifico come sviluppo culturale e sociale di una nazione non è stata sufficientemente compresa dai politici e dagli amministratori e, conseguentemente, dall’opinione pubblica che non è mai stata sufficientemente sensibilizzata. L’Italia, purtroppo - è l’allarme dell’oculista di fama internazionale Mario Stirpe presidente dell’Istituto di ricerca Fondazione Bietti - risulta essere tra i paesi europei nelle posizioni più arretrate per quanto riguarda la percentuale del prodotto interno lordo investito nella ricerca».

Ricerca come prevenzione, come binomio che oggi riesce a limitare gli interventi chirurgici in oftalmologia (una volta si entrava sempre in sala operatoria con la maculopatia oggi un farmaco riesce a controllare la malattia) e a individuare le degenerazioni agli occhi prima della senilità. «Sostenere il lavoro dei laboratori e le sperimentazioni che ne derivano - aggiunge Stirpe - permette, oltre che a trattenere in Italia i ricercatori e, con loro, i nostri brevetti ma anche di divulgare la cultura mirata alla tutela degli occhi».

L’ESAME

Da qui, l’appello a farsi controllare e sottoporsi a visita in modo approfondito quando la vista comincia a calare, intorno ai 40 anni.

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