UOS Neurofisiologia della visione e neuroftalmologia

Responsabile: Prof. Vincenzo Parisi

La Neurofisiologia della visione studia i meccanismi fisiologici che permettono la percezione visiva. Ne valuta i complessi meccanismi di trasduzione dello stimolo luminoso in stimolo elettrico e la sua trasmissione dai fotorecettori retinici fino alla corteccia visiva. Attualmente è possibile effettuare una valutazione obiettiva della funzionalità delle strutture che formano le vie ottiche attraverso metodiche elettrofunzionali, come la registrazione di differenti tipologie di Elettroretinogramma (ERG) o la registrazione delle variazioni dei potenziali bioelettrici della corteccia visiva (Potenziali Evocati Visivi, PEV). La registrazione simultanea di ERG e PEV permette di ottenere un indice della conduzione nervosa tra la retina e la corteccia visiva. Modificazioni patologiche della trasmissione dell’informazione visiva dai fotorecettori retinici fino alla corteccia cerebrale possono determinare gravi alterazioni della percezione visiva. Attraverso metodiche elettrofunzionali, associate o meno a metodiche di valutazione morfologica in vivo come l’OCT , è possibile identificare i meccanismi fisiopatologici di svariate patologie che interessano il sistema nervoso visivo dai fotorecettori retinici fino alla corteccia visiva.

La Neuroftalmologia.  La perdita della funzione visiva può essere legata non esclusivamente a patologie oculari ma anche a patologie che possono coinvolgere quelle porzioni del cervello (Nervo Ottico, Chiasma Ottico, Tratto Ottico, Nucleo Genicolato Laterale, Radiazioni Ottiche, Corteccia Cerebrale Occipitale) deputate alla trasmissione e alla decodificazione dell’informazione visiva.

Il nostro interesse clinico e di ricerca è rivolto a pazienti affetti da diverse patologie (Diabete, Glaucoma, Neuriti Ottiche su base demielinizzante, ischemica, tossica, infettiva, ereditaria,  Malattia di Alzheimer,  Malattia di Parkinson, Ipo-Iper Tirodoismi, Patologie Autoimmuni come LES o Artrite reumatoide, Patologie Ipofisarie, Atassie eredo-degenerative, patologie vascolari cerebrali come T.I.A., Ictus, Infarti Cerebrali, da patologie  neoplastiche cerebrali) che possono indurre deficit della percezione visiva.

Inoltre, svariate patologie che riconoscono una eziologia infiammatoria, vascolare, neoplastica o tossica, possono indurre altre disfunzioni del Sistema Nervoso  non strettamente associate a modificazioni della percezione visiva ma che possono indurre diplopia (strabismi paralitici), deficit accomodativi, ptosi o anomalie del diametro pupillare.

Obiettivi:

1) Studio dei meccanismi neurofisiopatologici delle vie ottiche nelle malattie neurodegenerative a partenza dalla retina e dal nervo ottico: implicazioni diagnostiche e terapeutiche

2) Studio dei meccanismi neurofisiopatologici del sistema nervoso visivo in modelli sperimentali animali di patologie umane del sistema nervoso visivo

3) Studio dei meccanismi neurofisiopatologici dell'ambliopia: possibilità diagnostiche e terapeutiche

4) Valutazione delle risposte corticali nei soggetti con emicrania con e senza implicazione visiva: possibilità diagnostiche e terapeutiche

 

L’attività di ricerca della UOS, oltre che nelle sede di Via Livenza,  viene svolta anche presso:

Istituto Cesa, Campus Bio-Medico di Roma
Via Álvaro del Portillo n. 5 - 00128 Roma
1° piano, stanze della Fondazione G.B. Biett