Cosa è meglio per la ricerca e l’aggiornamento? 

A cura dello staff della Fondazione IRCCS G.B. Bietti

All'inizio dell’autunno alcuni oculisti e ricercatori della 
Fondazione IRCCS G.B. Bietti hanno partecipato al primo congresso in presenza dopo la pandemia dell’European Society of Cataract & Refractive Surgery: il 39°, che si è tenuto ad Amsterdam tra il  9 e il 12 ottobre 2021. 

Da questa esperienza è nata una riflessione sul futuro dei congressi medici: torneranno come prima? Saranno ibridi? Qual è la soluzione migliore per la ricerca e l’aggiornamento? 

Se ne è parlato e se ne parlerà ancora a lungo e siamo convinti che, come in molte cose, la prassi migliore si troverà nel mezzo. 

Da parte nostra pensiamo che lo scambio umano e professionale in presenza sia insostituibile.  Sia per la condivisione di esperienze, dubbi ed opinioni, sia per la nascita di nuovi  filoni di ricerca che possono scaturire dalla condivisione delle esperienze, l’intimità della vicinanza fisica non può essere replicata dai mezzi digitali.  

La necessità di confrontarsi durante i diversi lockdown e il blocco dei voli ha, però, messo in risalto anche le potenzialità del digitale. Potenzialità delle quali saremmo felici di poter beneficiare anche in futuro. 

Se, infatti, pensiamo che i congressi siano più efficaci in presenza ciò non significa che debbano essere così per tutti e tutte i partecipanti. 

Il collegamento da remoto può essere molto utile per aumentare il bacino degli ascoltatori e favorire i relatori che, per distanza o impegni, sarebbe avvantaggiati dal poter decidere la modalità del loro intervento.  

Pensiamo che i congressi medici del futuro saranno migliori se offriranno entrambe le possibilità di fruizione aperte, lasciando alle diverse categorie di partecipanti la formula di fruizione lasciando a loro la scelta di quale preferiscono. 

27 Novembre 2021