Ipovisione e Riabilitazione Visiva

L’ipovisione rappresenta una condizione di ridotta capacità visiva, bilaterale e irreversibile, tale da condizionare l’autonomia dell’individuo. Questa condizione è spesso determinata dall’azione combinata di più patologie coinvolgenti l’apparato visivo. Le piu’ frequenti cause di ipovisione dell’adulto nel mondo occidentale sono : le maculopatie, che comprendono la degenerazione maculare senile e miopica, le maculopatie ereditarie giovanili, le patologie eredo-degenerative come la retinite pigmentosa, il diabete, la miopia elevata, e la neuropatia glaucomatosa ed ischemica.

Recentemente in Italia è stata introdotta dal legislatore una nuova classificazione per le minorazioni visive che sostanzialmente considera ipovedente chi possiede un visus corretto, cioè una capacità visiva, inferiore o uguale a 3/10 nell’occhio migliore e cieco chi ha un visus corretto inferiore o uguale a 1/20 nell’occhio migliore. L’innalzamento della vita media e le nuove possibilità terapeutiche nell’ambito di molte patologie hanno fatto si che il numero di pazienti con minorazione visiva sia andato crescendo, pertanto la disabilità visiva rappresenta oggi senza dubbio un problema sociale che coinvolge un numero rilevante di soggetti in diverse fasce di età.

L’importanza e l’attualità quindi di un centro per la riabilitazione visiva nasce proprio da considerazioni di ordine epidemiologico e sociale. L’ipovisione è infatti una condizione che colpisce più di una persona su 100 nella popolazione generale. Si è valutato che in Europa esistano 11 milioni di ipovedenti in aggiunta ad 1 milione di non vedenti. Il 60-80% della popolazione ipovedente può essere aiutato mediante ausili visivi: ciò significa che in Europa potrebbero trarne giovamento 6.6-8.8 milioni di persone.

E’ stato dimostrato inoltre come la sola prescrizione dell’ausilio nella maggior parte dei casi non consenta al paziente di sfruttare le proprie potenzialità funzionali residue. L’obiettivo primario della riabilitazione di questi pazienti è quello di conservarne le potenzialità visive residue e di renderli capaci di ottimizzarne l’uso per il mantenimento dell’autonomia nelle attività proprie dell’età, consentendo in tal modo un livello di vita soddisfacente. In termini esplicativi, si tratta non solo di scegliere il più adatto ausilio visivo, a seconda del tipo di patologia, del residuo visivo e delle attitudini personali del soggetto (hobby, lettura, lavoro svolto precedentemente), ma soprattutto occorre insegnare al paziente ad utilizzare una nuova fissazione retinica per il migliore utilizzo dell’ausilio prescritto. A tale scopo il programma riabilitativo prevede la possibilità di sottoporre i pazienti a sedute di biofeedback microperimetrico: la rieducazione mediante biofeedback si attua con una serie di sedute di esercizio in cui il paziente, guidato da uno stimolo visivo e sonoro, impara a riconoscere il proprio nuovo punto di fissazione retinica (PRL) a stabilizzarlo nel tempo con un successivo miglioramento della capacità di lettura e della sicurezza e velocità delle attività quotidiane.

Già da diversi anni la Fondazione Bietti ha realizzato un centro per l’Ipovisione e la riabilitazione visiva sviluppando un percorso di riabilitazione che permetta al paziente il miglior utilizzo delle capacità visive residue. Tutto questo organizzando dei protocolli terapeutici standardizzati ma al tempo stesso personalizzati capaci di offrire il miglior risultato funzionale e conseguentemente una migliore qualità di vita.