Il 14 ottobre si celebra la giornata mondiale della vista. Una giornata importante per ricordare i tanti fronti aperti sui quali cittadini e medici oculisti devono allearsi.

Il primo fronte è la prevenzione, perché l’invecchiamento della popolazione aumenta l’incidenza delle malattie capaci di provocare cecità. Glaucoma, Retinopatia diabetica e Degenerazione maculare aumentano all’aumentare dell’età. Tutte possono provocare perdita della vista. Tutte provocano danni irreparabili prima di mostrare sintomi. Ognuna di esse può essere arginata e trattata se diagnosticata precocemente. Invecchiare non è un successo di per sé. Farlo rimanendo in salute è il traguardo da tagliare.

Ecco l’importanza delle visite periodiche presso un medico oculista. La visita oculistica è l’unico strumento di prevenzione perché solo l’oftalmologo, grazie alla sua preparazione e ai suoi strumenti, può riconoscere e diagnosticare per tempo le malattie che minacciano la vista.

Salvo indicazioni diverse dal proprio oculista, perciò, tutti e tutte devono sottoporsi a visite periodiche: alla nascita, entro i tre anni, a 12 anni, una volta ogni due anni superarti i 40 e una volta all’anno superati i 60.

Questo è il calendario redatto dalla Società oftalmologica italiana.

Ma la prevenzione va a beneficio dell’intera comunità nazionale e non può essere considerata responsabilità esclusiva dei cittadini. Farsi visitare è la loro parte ma anche il Servizio sanitario nazionale deve investire per rendere più facile tutelare la salute della vista, sia in urgenza che attraverso i controlli ordinari. In particolare, i servizi di telemedicina si prestano ad essere applicati con particolare efficacia in oftalmologia e, in altri Paesi, il suo impiego come strumento di screening si è dimostrato capace di ridurre sensibilmente l’incidenza dell’ipovisione. Il secondo fronte è, perciò, quello dell’innovazione.

Il terzo è quella della consapevolezza. I problemi visivi stanno aumentando e non solo come effetto dell’invecchiamento. La miopia ha già raggiunto in Asia proporzioni pandemiche e lo sforzo continuo della messa a fuoco richiesto dagli schermi digitali e dalla vita al chiuso è correlato ad un’impennata della miopia tra giovani anche in Europa.

La nostra vista è un dono prezioso e resistente, ma deteriorabile. I nostri comportamenti possono salvarla e comprometterla, a seconda. Ed è questo che va ricordato: non un giorno, ma per tutto l’anno.

14 Ottobre 2021