Francesco Oddone

L’OCT strutturale nel glaucoma e nelle patologie maculari, l’angiografia OCT, la Microscopia confocale corneale l’impiego delle Scheimplug camera per lo studio del cheratocono sono solo alcuni delle tecniche Hi-Tech che uniscono approccio clinico e la ricerca scientifica nel campo delle malattie oculari. “Imaging Hi-Tech in oftalmologia’ è il titolo del primo di una nuova serie di corsi FAD alla Fondazione Bietti.

“La Fondazione BIETTI è un IRCCS dedicato alla ricerca in Oftalmologia ed è composto da diverse unità operative ad alta specializzazione. Per Francesco Oddone, Responsabile dell'UO Glaucoma “la prassi di reparto e l’analisi scientifica vengono continuamente messe a confronto arricchendo l’esperienza e l’orizzonte del medico a beneficio dei pazienti. Da questo incrocio nascono spunti e connessioni interessanti che, sfruttando appieno le apparecchiature ad alta tecnologia delle quali abbiamo la fortuna di disporre, vanno ad arricchire  un intero spettro di attività dalla cura del paziente alla ricerca scientifica fino alla disseminzaizone delle conoscenze tramite formazione a distanza”.

“Imaging Hi-Tech in oftalmologia’ è stato, il primo di una nuova serie di corsi FAD organizzato dalla Fondazione Bietti con “l’obiettivo  - spiega Oddone - di far confluire in un progetto formativo l’esperienza clinica e quella scientifica  del personale medico-ricercatore impegnato quotidianamente nell’applicazione di tali tecnologie nella ricerca scientifica e nella diagnostica applicata alla clinica oftalmologica.

In primo piano nel corso FAD figuravano, infatti, le tecniche di impiego di alcune tra le più avanzate strumentazioni di imaging oftalmologico. Tra queste: l’angiografia OCT applicata allo studio delle patologie maculari; l’OCT strutturale applicata alla diagnosi e al monitoraggio del glaucoma; la Microscopia confocale corneale e la Scheimplug camera che rappresentano tecniche avanzate per effettuare diagnosi molto precise delle patologie a carico della cornea e, più in generale, del segmento anteriore dell’occhio.

“Ognuna di queste tecniche di imaging - conclude Oddone - ha un ruolo molto importante sia nel diagnosticare le patologie oculari che nel misurarne l’evoluzione nel tempo dimostrandosi contemporaneamente validi strumenti per la cura delle persone e per il progresso della ricerca”.


8 Gennaio 2021