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“Il sistema dei tamponi ‘drive-in’ ci consente di far fronte alla grande esigenza operatoria che ci troviamo davanti”, ha detto Domenico Schiano Lomoriello, Responsabile dell’UOS Segmento Anteriore e Cornea presso l’IRCCS Fondazione G.B. Bietti. “La soluzione deve essere questa anche per il futuro: eseguire il maggior numero di tamponi possibili a tutti i pazienti che vengono operati”.

Domenico Schiano Lomoriello, Responsabile dell’UOS Segmento Anteriore e Cornea presso l’IRCCS Fondazione G.B. Bietti, fa il punto sui servizi clinico-assistenziali dopo lo sviluppo della pandemia dovuta al nuovo coronavirus SARS-CoV-2. “La nostra chirurgia - ha affermato il Dott. Schiano - ha chiaramente subito importanti rallentamenti nel corso del lockdown, con tutti gli interventi di routine che sono stati bloccati. Durante l’emergenza abbiamo eseguito solamente gli interventi urgenti e non differibili, eseguendo il tampone prima di ciascun intervento”.

L’emergenza ha comportato il riassetto dei servizi sanitari e chirurgici in tutte le Regioni: “Ci sono state differenze nell’approccio alla chirurgia a seconda della Regione di Italia. Pur trattandosi degli stessi interventi, ciascuna Regione ha adottato un protocollo diverso, ma i problemi principali da risolvere riguardavano la necessità di evitare l’accesso alla struttura di pazienti potenzialmente positivi e l’eliminazione di attese o assembramenti di pazienti”.

Dopo l’inevitabile rallentamento iniziale, all’IRCCS Fondazione Bietti sono riprese tutte le attività, cliniche e ambulatoriali: “Attualmente - ha spiegato il Dott. Schiano - abbiamo ripreso tutti i tipi di chirurgia, anche quella ambulatoriale[1]. In un primo periodo, ai pazienti in attesa di interventi non urgenti è stato richiesto di mettersi in isolamento precauzionale nelle due settimane precedenti la chirurgia. Il numero dei pazienti era infatti molto elevato e non avevamo la possibilità di eseguire a tutti il tampone. È stato importante però ricominciare e farlo in piena sicurezza, con il massimo dei numeri che le procedure ci consentono”. Per questo è stata attivata la possibilità di eseguire il test Covid-19 in modalità “drive-in” presso il Presidio Britannico dell'Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata: “La procedura - ha chiarito il Dott. Schiano – consiste nel sottoporre tutti i pazienti da operare a tampone per Covid-19. Il tampone viene eseguito direttamente all’interno dell’automobile, in un’area apposita dell’Ospedale, dove il paziente è convocato due giorni prima dell’intervento chirurgico. Il giorno seguente viene comunicato il risultato del tampone e in caso di negatività viene confermata la chirurgia per il giorno successivo. Questa procedura viene attuata sia per gli interventi in regime di ricovero che per i day hospital e per gli interventi ambulatoriali. Questo sistema consente una gestione più agile del paziente nella struttura, anche per quanto riguarda l’accesso in sala operatoria, consentendo un maggior numero di interventi”.

La nuova procedura sembra aver convinto tutti, in primis i pazienti: “Questo sistema - ha concluso il Dott. Schiano - ci permette di far fronte a questa grande esigenza operatoria che ci troviamo davanti. Se è vero che le liste di attesa si sono allungate a causa del lockdown, grazie a questa procedura siamo vicini ai numeri chirurgici del periodo pre-pandemia. I pazienti hanno reagito bene a queste nuove procedure, c’è l’esigenza di tornare alla normalità e le persone sono contente di poter fare il tampone. La soluzione deve essere questa anche per il futuro, eseguendo il maggior numero di tamponi possibili a tutti i pazienti che vengono operati”.


[1] ovvero la chirurgia della cataratta, ndr.

 

10 Luglio 2020