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La Dacriocistite acuta è una delle patologie più comuni che possono coinvolgere le vie lacrimali. Causata dall’infiammazione del sacco lacrimale, può presentarsi nei neonati per via di una mancata apertura del canale durante lo sviluppo. Ma si manifesta soprattutto in adulti e anziani per i quali il canale può chiudersi per numerose cause.  Per curarla è necessario un trattamento d’urgenza, riconoscere i sintomi può aiutare ad agire tempestivamente

Le vie lacrimali sono i condotti che permettono alle lacrime di defluire fin nelle cavità nasali. Il punto di accesso si trova nell’angolo interno della palpebra, da lì un sistema di canali sfocia nel sacco lacrimale. In condizioni normali, il contenuto del sacco drena all’interno delle cavità nasali, in alcuni casi, però, le vie possono ostruirsi. Chi si trova in questa condizione sarà soggetto a una lacrimazione incontrollata. “Quando il paziente si presenta lamentando una lacrimazione eccessiva, si procede subito con un lavaggio del canale che è un test facilmente eseguibile e permette di capire se è presente un’ostruzione delle vie. Se però questo non risolve il problema, allora vuol dire che la chiusura del condotto lacrimale ha portato all’infiammazione del sacco causando un flemmone” spiega il Dottor Antonluca Boninfante, specialista in Oftalmolgia e responsabile dell’ambulatorio di Oftalmoplastica presso la Fondazione IRCCS Bietti “A quel punto bisogna agire d’urgenza e realizzare un nuovo passaggio per permettere al sacco lacrimale di svuotarsi evitando recidive” approfondisce il dottore.

Da cosa può essere causata una situazione simile?

Il condotto lacrimale può chiudersi per molti motivi. Nei neonati, ad esempio, può essere causato da un mancato sviluppo del canale che non si è aperto correttamente. Altre volte invece l’ostruzione del canale può essere dovuta a fattori secondari come congiuntiviti allergiche o blefariti. Anche l’utilizzo quotidiano di colliri, come quelli ipotonizzanti per trattare il glaucoma, può essere alla base di infiammazioni croniche che possono portare a un’ostruzione dei canali lacrimali.

Come si può trattare questo tipo di problema?

 Quando accade nei neonati, spesso è sufficiente massaggiare l’angolo dell’occhio per incentivare l’apertura del canale. Quando invece il paziente è adulto, in particolare se è anziano, è probabile che si debba procedere per via chirurgica. Innanzitutto, si deve ridurre l’infiammazione. Poiché l’area infiammata non è accessibile dall’esterno, è necessario procedere con una terapia antibiotica ad ampio spettro. Una volta spenta l’infiammazione si può procedere con l’operazione. L’intervento mira a ricostruire una nuova via che permetta lo svuotamento del sacco lacrimale all’interno del naso. La procedura prende il nome di Dacriocistorinostomia o DCR e può essere effettuata sia per via endoscopica, passando per il naso, che è la via preferita dagli specialisti in otorinolaringoiatria, oppure, ed è il caso degli oculisti, praticando un’incisione ed entrando nel setto nasale dall’esterno.

Come si può prevenire?

Come abbiamo detto l’ostruzione del canale può essere legata all’utilizzo quotidiano di colliri. Per questo è opportuno utilizzarli solo se strettamente necessari. Quando non si può fare altrimenti si consiglia, dove possibile, di utilizzare degli applicatori monodose. Inoltre, dopo ogni applicazione è importante asciugare eventuali gocce agli angoli degli occhi per evitare la deposizione di residui che potrebbero ostruire il canale.  Una corretta prevenzione comprende anche la cura adeguata delle blefariti e il sottoporsi periodicamente a controlli.


23 Settembre 2020