Lo screening delle complicanze oculari del diabete consente di individuare i segni precoci di retinopatia diabetica e di effettuarne un esatto inquadramento per impedire il verificarsi di danni oculari

Intervista alla dottoressa Mariacristina Parravano Responsabile dell' Unità di Ricerca dell’IRCCS Fondazione G.B. Bietti di Roma

Domenica 14 Novembre si è tenuta la giornata mondiale del diabete. Quale è il bilancio a livello di prevenzione e sensibilizzazione?
La giornata mondiale del diabete è stata l’occasione per aumentare la sensibilizzazione della patologia nella popolazione e per fare il punto della situazione riguardante la patologia stessa.
Il diabete mellito è una malattia metabolica che si stima colpisca il 5-6% della popolazione italiana con una prevalenza che continua ad aumentare. Essa conferisce un rischio consistente di complicanze croniche e mortalità cardiovascolare, se non adeguatamente riconosciuta e trattata.
Purtroppo sappiamo che la metà delle persone che vivono con il diabete non sanno di averlo.
Entro il 2045 si stima che le persone con diabete nel mondo saranno oltre 700 milioni. Tre persone su 4 vivono in Paesi a reddito medio/basso e metà delle persone che hanno bisogno di insulina non possono accedervi.

A che punto siamo in Italia a livello di prevenzione e di cura?
Il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) del nostro Paese garantisce la fornitura di molti farmaci e device per il diabete, a titolo del tutto gratuito. Ma non tutti e soprattutto non a tutti nello stesso modo, per le differenze regionali di accesso a farmaci e device innovativi. L’accesso a farmaci e presidi dovrebbe essere normato da Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) condivisi tra le diverse Regioni per garantire la stessa possibilità di avere a disposizione farmaci o tecnologie innovative, a prescindere da dove si risiede.

Come è la situazione post Covid? Il rallentamento nella prevenzione e nelle cure in questi ultimi due anni a causa della pandemia che conseguenze ha avuto? 
La comparsa del coronavirus Sars-Cov-2 ha causato serie ripercussioni sul Servizio Sanitario Nazionale, mostrandone tutte le fragilità, per lo più legate ad una organizzazione frammentata, senza integrazione tra i diversi luoghi dell’assistenza (ospedale, territorio, RSA, consultori, ambulatori) e non attrezzata per la cura delle persone più fragili.
Risulta infatti che nel 2020 c'è stato un aumento significativo (dal 15% del 2019 al 25%) di pazienti diabetici che riferiscono di non aver fatto il controllo dell'emoglobina glicata o di averlo fatto da oltre 1 anno, fra coloro che sono consapevoli e conoscono l'importanza di questo esame. È possibile dunque che l'emergenza sanitaria legata alla pandemia si sia tradotta in maggiori difficoltà di accesso ai servizi sanitari o abbia indotto le persone a rinunciare a fare i controlli.Inoltre, è stato dimostrato, analizzando dati clinici di bambini under 15 di 40 centri di diabetologia pediatrica italiani nel periodo 2017-2020, per un totale di 3230 bambini, un aumento della diagnosi di diabete con chetoacidosi che aumentava di oltre il 9% durante i mesi di lockdown e si manteneva superiore al 5% per tutto il resto del 2020.

Quale è la strada da seguire ora, per proseguire nella prevenzione e nella cura della retinopatia diabetica?
Sappiano che il rischio di sviluppo e progressione della retinopatia diabetica è strettamente associato alla durata del diabete e alle condizioni glico-metaboliche del paziente.
Fondamentale è lo screening delle complicanze oculari del diabete che consente di individuare i segni precoci di retinopatia diabetica e di effettuarne un esatto inquadramento per impedire il verificarsi di danni oculari, che possono portare in casi estremi alla cecità.  Importante è la diagnosi precoce utilizzando un imaging multimodale che consenta il più completo inquadramento diagnostico del paziente già alla prima osservazione accompagnato da una pianificazione personalizzata del timing di monitoraggio e/o trattamento. In presenza di edema maculare diabetico, complicanza frequente che porta una riduzione della vista, si programmano cicli di trattamenti con farmaci intravitreali (anti-VEGFs o steroidi) ed i relativi controlli privilegiando l’utilizzo di regimi di trattamento fissi con intervalli individualizzati di ritrattamento (treat and extend). Oltre alle iniezioni intravitreali ci si avvale dell’utilizzo di laser di differenti tipologie quali il laser sottosoglia micropulsato nella gestione dei casi specifici di edema maculare (es. terapia combinata…) o il trattamento argon laser tradizionale per la periferia retinica in pazienti in cui è stato dimostrato un coinvolgimento retinico periferico attraverso le metodiche più avanzate quali la fluorangiografia ad ampio campo. Essendo il diabete una malattia sistemica multi-organo, una volta preso in carico il paziente per la gestione delle complicanze oculari, cerchiamo di portare avanti un approccio multi-specialistico richiedendo una collaborazione multi-disciplinare. 

23 Novembre 2021